MotoGP, Valentino Rossi: “La stagione 2018 dipenderà sia dalla moto che da me”

A conclusione dei test svolti in Malesia, e prima del Monza Rally Show, Valentino Rossi è stato protagonista di una lunga intervista rilasciata a Radio Deejay.

Il nove volte campione del mondo di MotoGP, pilota della Yamaha M1, ha parlato di vari argomenti fino al suo futuro. Ecco le dichiarazioni del pesarese.

Alla domanda come sono andati i test e come vedi il prossimo anno, Valentino Rossi ha così risposto:

Sono tornato ieri mattina dai test di Sepang dove ho provato diverse cose. E’ andata abbastanza bene, abbiamo girato con la moto con il telaio 2016. Adesso siamo tutti d’accordo che la 2017 era peggio, ma stiamo aspettando quello del 2018, ci sarà qualcosa di interessante. Il punto di partenza però sarà la 2016. La distribuzione dei pesi e il posizionamento del motore e la rigidezza influenzano l’andamento di un buon telaio. Per quest’anno era difficile lottare per il campionato, più dello scorso anno quando si poteva fare, ma pensiamo al 2018. Dipende sia dalla moto che da me. Quando la moto me lo ha permesso sono andato forte e da qui a febbraio la Yamaha dovrà fare il salto di qualità per lottare. Il nostro l’abbiamo fatto, abbiamo avanzato le nostre richieste, però aspettiamo febbraio. Seguo lo sviluppo, ma tutto viene fatto in Giappone, qui ci sono i miei meccanici che a gennaio partono per il Giappone per costruire le 2 moto.”

Successivamente gli è stato chiesto quando smetterà di correre lascerà sicuramente un grande vuoto, ma ancora non si spiega come mai la gente lo cerchi così tanto:

Penso che ci sarà qualcuno molto contento quando smetterò. Non so perché la gente cerca me. Ho una carriera molto lunga ho vinto tanto, e la gente si è innamorata. Qui in Italia ho fatto conoscere il motociclismo a tantissima gente che non seguiva. Ma anche all’estero è incredibile. Ho molti tifosi in spagna è un grande gusto e non so perché. Anche Inghilterra e Australia, ma soprattutto negli ultimi anni Indonesia a Malesia. Lì la passione è salita vertiginosamente. Negli anni difficili, le case giapponese sono rimaste in piedi grazie ai motorini che vendevano.”

Al termine dell’intervista è stato chiesto al campione di Tavullia il suo rapporto con la Formula 1:

Dieci anni fa provai la Ferrari e quello fu il momento in cui ci andai più vicino, andai forte, ma sarebbe stato difficile correre ai massimi livelli. Ero all’apice delle mia carriera e non ho rimpianti perché poi dopo ho vinto due mondiali.”

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